Il radon deriva dal decadimento dell’uranio presente in rocce, suolo e materiali da costruzione.
In questo articolo forniremo informazioni dettagliate su come identificare, misurare e mitigare la presenza del radon nei luoghi di lavoro, seguendo le linee guida normative e le migliori pratiche. L’obiettivo è sempre quello di sensibilizzare datori di lavoro, responsabili della sicurezza e lavoratori su come affrontare questa sfida e garantire un ambiente lavorativo sicuro e conforme alle normative vigenti.
In caso di dubbi in merito alle misure di sicurezza in materia di gas radioativi, restiamo a disposizione ai nostri recapiti.
Radon in ambienti lavorativi: cosa dice la normativa
Il 27 agosto 2021 ha segnato l’entrata in vigore del Decreto Legislativo 31 luglio 2020, n. 101, che implementava la Direttiva 2013/59/Euratom, riscrivendo integralmente la normativa sulla protezione dalle radiazioni ionizzanti.
Il gas radon, che tende ad accumularsi negli ambienti chiusi, rappresenta un rischio significativo per la salute umana, essendo la seconda causa di cancro ai polmoni dopo il fumo di tabacco. L’articolo 10 del Decreto ha imposto l’adozione entro il 27 agosto 2021 di un Piano Nazionale d’Azione per il radon, con le regioni incaricate di individuare le aree prioritarie per ridurre i livelli di concentrazione del gas nelle aree indoor.
Tra le disposizioni introdotte dal Decreto, l’articolo 12 ha stabilito i nuovi livelli di riferimento per la concentrazione media annua di attività di radon in aria.
Per i luoghi di lavoro, il limite si attesta a 300 Bq/m3 (precedentemente 500 Bq/m3), mentre le abitazioni esistenti vengono ora considerate con lo stesso limite di 300 Bq/m3. Per le abitazioni costruite dopo il 31 dicembre 2024, il limite è ancora più basso, fissato a 200 Bq/m3.
Il Decreto richiede misurazioni specifiche nelle aziende, tra cui nei luoghi di lavoro sotterranei, in locali semisotterranei, o al piano terra situati nelle aree prioritarie per la riduzione dei livelli di concentrazione di gas radon. Ulteriori misurazioni sono previste in specifiche tipologie di luoghi di lavoro, da identificare nel Piano Nazionale d’Azione per il radon, e negli stabilimenti termali.
Presenza di radon: quando fare i controlli
L’esercente è tenuto a ripetere le misurazioni di controllo ogni otto anni e in concomitanza con interventi:
- Ristrutturazione edilizia che coinvolgono lavori strutturali a livello dell’attacco a terra
- Restauro
- Manutenzione straordinaria
- Risanamento conservativo
- Interventi volti a migliorare l’isolamento termico.
Queste nuove disposizioni mirano a garantire una maggiore sicurezza negli ambienti di lavoro, proteggendo la salute dei lavoratori dalle potenziali conseguenze del gas radon.
