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Comportamento virtuoso…

Quando si parla di formazione si pensa solitamente ad un’aula più o meno piena di gente, facce diverse, braccia conserte, sguardi tra il vago e l’annoiato, qualcuno che prende appunti e, immancabilmente, nell’immagine mentale trova posto anche un docente intento a commentare qualche slide.
comportamento-virtuoso

Il genere di cartolina che ho sempre cercato di evitare o attenuare durante gli incontri di formazione in Area 81.

Pur creando le condizioni per unire aula e partecipanti, due elementi imprescindibili per avviare un evento formativo, abbiamo sempre cercato l’ingrediente principale per una formazione vincente ed efficace: il coinvolgimento.

Crediamo che il coinvolgimento o il più romantico “partecipazione”, determinino già a priori un’attenzione maggiore e una presenza “viva” difficile da riscontrare durante le classiche lezioni frontali, dove il più delle volte aspetti sconsolato e impotente che si arrivi alla fine.

Se invece sei coinvolto in una modalità più partecipativa, ti senti più attivo, concentrato, i sensi si risvegliano ed è un continuo azione e reazione tra la tua mente e l’ambiente circostante.

Il cervello lavora, capta, fa collegamenti, ragiona, analizza; ci si trova sintonizzati con il presente, interattivi con il docente, ci si consulta con il vicino di banco e la formazione si manifesta per quello che è: lasciare traccia, pensieri, considerazioni in chi la riceve.

L’incontro in aula, con il coinvolgimento come protagonista, deve poi produrre comportamenti migliorativi o correttivi non solo sul lavoro ma anche nella vita privata.

Eh sì, l’attenzione ai rischi deve iniziare alla mattina quando dal letto appoggio il piede a terra e deve sopirsi (forse) la sera quando ci si corica.

La sicurezza e la salute ci appartengono 24 h al giorno.

Organizzare formazione di qualità richiede impegno, concentrazione e fatica e tuttavia non sempre i risultati corrispondono alle aspettative.

Gli sforzi continui per ricercare e proporre contenuti pertinenti, rispondenti alle normative, coinvolgenti e sostenibili per la maggior parte dei lavoratori non sempre sono ripagati poi in aula.

Racconto un aneddoto recentemente capitato in aula.

Durante una delle tante formazioni partecipate si chiede ai presenti di pensare a comportamenti virtuosi adottati sul lavoro, lasciando intendere e dando quasi per scontato che con virtuoso ci si riferisse a qualche atteggiamento almeno leggermente sopra il livello standard, nell’ottica ad esempio di agire secondo una modalità piu’ prudente del fare quotidiano, senza essere eccessivi ma dove comunque si fosse potuto constatare la volontà di fare qualcosa di piu’ che non il minimo indispensabile come ad esempio, se volessimo fare un paragone stradale, indossare la cintura alla guida o arrestarsi con il rosso.

Queste due azioni credo siano considerate dai più “normali” (obbligatori!) e quindi non si possano essere considerati “virtuosi”.

Ebbene, ecco anche in questo caso, svolto l’esercizio, e proceduti con la raccolta dei presunti “comportamenti ritenuti virtuosi”, sono state date, a mio parere, alcune risposte che onestamente, salvo alcune, possono essere fatte rientrare nel quotidiano, come comportamenti normali e quindi per niente virtuosi.

Sono rimasto un po’ perplesso…ma vediamo alcune di queste azioni “esemplari” con un breve commento ironico a lato giusto per sdrammatizzare:

  • non abbandonare oggetti: pensavo valesse solo per gli animali! scherzi a parte…in che senso abbandonare oggetti? ma dove? negli spazi comuni? al loro destino? per quale motivo soprattutto? quale beneficio? mah
  • non miscelare prodotti chimici: come anticipato mi lascia perplesso considerare “virtuoso” “non fare qualcosa” che già non si deve fare! A meno che non sia il produttore a dirti di miscelare i prodotti…ma allora quella è un’istruzione! boh, non ci sto capendo nulla
  • dare il buon esempio: questo a mio avviso si avvicina di più di tutti al comportamento virtuoso, avessimo però avuto un “esempio” pratico! avremmo capito sicuramente meglio
  • uso DPI e abbigliamento adeguato: ok…ma un DPI o è obbligatorio oppure no, non sono virtuoso se li indosso…voglio un applauso? è per la mia tutela!
  • massima attenzione a quello che ho intorno: a chi? a cosa? perché generalmente al lavoro sto nel mio mondo incantato? Mi va detto di svegliarmi? aaahh
  • assicurarsi la messa fuori servizio: sì, perché mi compiaccio quando aziono il freno a mano del muletto prima di scendere? oppure voglio i complimenti quando mi ricordo di spegnere il seghetto alternativo a fine turno? Come se dovessi stupirmi di spegnere l’auto prima di scendere…E’ doveroso arrestare in sicurezza le attrezzatureee!!!

Forse non è passato il concetto dell’esercizio? Può darsi che non sia chiaro il termine “virtuoso”?

Meglio sorridere a volte altrimenti ci sarebbe da piangere!

Preciso che lo scritto ha solo scopo divulgativo e di intrattenimento senza alcuna intenzionalità di esprimere giudizi, anche se ci sarebbe molto da riflettere!

Buon corso a tutti!

c vir 01 Comportamento virtuoso...

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