Se vuoi sapere quali sono gli obbligo del piano di emergenza aziendale e in quali casi va applicato, in questo articolo troverai tutte le risposte.
Andando in centri commerciali, aeroporti o comunque in luoghi con elevata presenza di persone è ormai assodato il fatto che, nei punti più strategici, vi siano delle planimetrie con l’indicazione del “voi siete qui” e di tutta una serie di simboli che indicano le uscite di emergenza, i percorsi per raggiungerle, i presidi antincendio, i punti di raccolta, ecc.
Anche altre aziende hanno introdotto lo stesso sistema e quindi, mi chiedo, come datore di lavoro, se anche per la mia attività ho l’obbligo di avere un piano di emergenza e cosa comporta.
La redazione del piano di emergenza
La redazione del piano di emergenza ed evacuazione è obbligatoria in tutte le realtà lavorative dove vi sono 10 o più persone contemporaneamente e in quelle soggette al controllo dei Vigili del Fuoco (da tale adozione scatta anche l’obbligo di effettuare almeno una volta l’anno una prova di emergenza per mettere in atto quanto stabilito ed eventualmente aggiungere degli aspetti migliorativi).
Negli altri casi il datore di lavoro deve comunque informare tutti i lavoratori in merito alle misure da attuare nel caso in cui dovesse verificarsi un’emergenza.
Come si valutano le situazione di emergenza?
Come emergenze si andranno a valutare le situazioni che potrebbero generarsi all’interno della specifica realtà lavorativa e quindi non solo situazioni di incendio, primo soccorso e calamità naturali ma anche fuoriuscite di sostanze chimiche, contaminazioni biologiche, ecc.
Quali sono le modalità di intervento a seguito dell’emergenza
Una volta individuate le possibili emergenze si dovranno stabilire anche le modalità di intervento.
L’elemento importante, indipendentemente dall’obbligo del piano di emergenza, è la rapidità dei tempi di risposta alla situazione che si sta presentando e in caso di emergenza, non sono fondamentali solo gli addetti designati ma anche i loro colleghi che, se informati e preparati, possono dar loro una mano per effettuare ad esempio la chiamata ai soccorsi, aiutare qualche collega in difficoltà o anche solo cercare di contenere il panico se l’attività lavorativa vede al suo interno del pubblico o persone esterne (es. manutentori) che non hanno dimestichezza con l’ambiente nel quale si trovano.
Per tutte le attività lavorative fa quindi sicuramente la differenza avere già studiato le possibili emergenze ed aver assegnato i compiti ai soggetti presenti all’interno dell’azienda, in maniera tale da valutare se efficace quanto stabilito.
Un riesame continuo permette infatti di riportare osservazioni e miglioramenti che possono aiutare a dare una corretta risposta e un automatismo adeguato all’evento che accidentalmente potrà verificarsi perchè, purtroppo, l’emergenza è sempre un evento improvviso.
